Unione Energia: associazioni, interconnessioni fondamentali

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(Da www.euractiv.it)

Interconnessioni e maggior coordinamento delle singole politiche energetiche nazionali. Queste le priorità nell'ambito della strategia energetica europea indicate dai rappresentanti di Assoelettrica e Assorinnovabili, nel corso di un'audizione in Senato in merito al pacchetto Unione dell'energia.

Il pacchetto Unione dell'energia definisce la strategia a lungo termine dell’Unione europea proponendosi come una roadmap ambiziosa, articolata in 5 pilastri e 15 azioni, per costruire un sistema energetico integrato a livello continentale, basato sulla concorrenza, su un uso efficiente delle risorse e su una regolamentazione efficace, che permetta la sicurezza degli approvvigionamenti, la riduzione delle emissioni inquinanti e la competitività delle imprese. 

Ma sono in particolare alcuni aspetti del pacchetto a interessare le associazioni che rappresentano le imprese del settore elettrico e i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Il pacchetto “è in fase di evoluzione, ma rappresenta un momento importante per la politica europea di sicurezza energetica e per la piena integrazione del mercato europeo dell’energia”. Obiettivi che, secondo Roberto Potì, componente del comitato esecutivo e responsabile dell’attività europee dell'associazione nazionale delle imprese elettriche, l'Ue può centrare puntando soprattutto sulle interconnessioni. Il riferimento è al secondo pilastro del pacchetto, dedicato al mercato dell'energia, con cui la Commissione europea punta a completare il mercato unico dell'energia superando le frammentazioni, le inefficienze e la scarsa concorrenza del sistema attuale, attraverso investimenti nelle interconnessioni e il rafforzamento della cooperazione regionale.

Dati alla mano, la necessità di implementare le interconnessioni è evidente: 12 stati membri dell'Ue (e fra questi l'Italia) non soddisfano infatti l'obiettivo minimo di interconnessione dell'Ue, per cui almeno il 10% della capacità installata di produzione di elettricità deve poter "attraversare le frontiere". Bruxelles ha stilato un elenco di 137 progetti in materia di energia elettrica, fra cui 35 di interconnessione elettrica, in grado di ridurre a 2 il numero degli Stati membri non adeguatamente interconnessi.“In Italia la capacità di interconnessione intesa come importazione di energia elettrica passerà dal 7% al 12% di potenza. E’ una svolta importante”, che permetterà di rafforzare quelle "con Svizzera, Austria, Slovenia, Montenegro e Sardegna-Corsica-Italia”, dichiara Potì nel corso dell'audizione in Senato.

Allo stesso tempo, nota il rappresentante di Assoelettrica, “questo programma dovrebbe essere assistito da finanziamenti ottenibili dal piano Juncker”. Del resto, “il mercato elettrico europeo è indicato come target model del pacchetto, ed è rafforzato dal ruolo che si vuol dare all’Aser (Agency for the Cooperation of Energy Regulators), l’associazione dei regolatori europei, che dovrebbe avere più voce in capitolo di quanta ne ha adesso”.

Ma non si tratta solo di isolamento: “una rete europea dell'energia adeguatamente interconnessa potrebbe generare risparmi fino a 40 miliardi di euro l'anno per i consumatori”, si legge in una nota della Commissione. “Le linee di sviluppo sono il mercato, un utilizzo ottimale delle capacità, minore oneri per i consumatori, riduzione dell’impatto ambientale e climatico”, dichiara Potì.

Assorinnovabili

Anche Stefano Cavriani, del consiglio direttivo di Assorinnovabili, nel corso dell'audizione in Senato, sottolinea l'importanza delle interconnessioni.

“L'Ue vuole raggiungere almeno il 10% di interconnessione elettrica. Può sembrare poco, ma a questo livello non arriva quasi nessun paese (l'Italia è intorno al 5%)”, nota Cavriani. Un obiettivo “fondamentale, in quanto, oltre a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e garantire prezzi più accessibili nel mercato interno, favorisce un pieno utilizzo della fonte rinnovabile, evitandone gli sprechi”.

A proposito di sprechi, a titolo d'esempio il delegato dell'associazione che rappresenta i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili cita “l'evoluzione della mancata produzione eolica in Italia, il meccanismo tramite cui vengono distaccati gli impianti di energia eolica ogni qualvolta limiti fisici di interconnessione tra diverse zone del paese non permettono il transito dell'energia elettrica immessa”. Cavriani ricorre a dati forniti da Terna, l'operatore di reti per la trasmissione dell'energia elettrica. Nel 2009, l'incidenza della mancata produzione eolica sul totale della produzione era al 10,7%”; nel 2014, “con una serie di importanti investimenti sulle infrastrutture di rete, Terna è riuscita a limitare il fenomeno allo 0,7%”.

Venendo al pacchetto Unione dell'energia nel suo insieme, il rappresentante di Assorinnovabili punta sul “rafforzamento del coordinamento e della coerenza delle singole politiche energetiche nazionali per adattare le regole del mercato al nuovo mix energetico, destinato ad essere basato sulle fonti rinnovabili e su tecnologie flessibili di complemento, creando al contempo ingenti risparmi”.

Quanto alle energie rinnovabili, Cavriani suggerisce 3 azioni fondamentali da adottare a livello comunitario: “obiettivi chiari e vincolanti per il raggiungimento dell'obiettivo comune del 27% al 2030; strumenti di monitoraggio per assicurare il progressivo raggiungimento degli obiettivi; e l'adozione di una nuova direttiva Rinnovabili per il periodo post 2020, che snellisca le procedure amministrative e di connessione alle reti, faccia chiarezza sul distacco degli impianti rinnovabili nelle congestioni di rete e sul tema dei servizi di rete, promuova l’autoconsumo, aumenti la possibilità di ristrutturazione di edifici con produzione di rinnovabili in loco e rafforzi il ruolo di controllo della Commissione europea per evitare l’adozione di misure retroattive”.

Cavriani parla chiaro: “Il progetto dell'Unione energetica rimarrà solo uno slogan se non verrà tradotto in azioni concrete che diano una chiara direzione al settore energetico europeo”. Basti pensare agli obiettivi che il pacchetto pone per la riduzione della Co2, lo sviluppo dell'efficienza energetica e delle rinnovabili: “gli investitori si aspettano che tali obiettivi vengano velocemente tradotti in obblighi chiari e vincolanti per ogni Stato membro”. Tuttavia, “per ora, il processo è ancora assolutamente incompleto.

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