Salute: resistenza antimicrobica, urge azione congiunta Ue
(Da www.euractiv.it)
Gli stati membri devono unire le forze nella lotta alla resistenza antimicrobica. Lo ha detto in una conferenza sul tema il commissario Ue alla Salute Vytenis Andriukaitis.
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Antimicrobici e
resistenza antimicrobica
Gli antimicrobici, così come gli antibiotici, sono sostanze che uccidono o inibiscono la crescita di microrganismi e virus. Sono comunemente usati nel trattamento di patologie umane – quali tubercolosi, meningite batterica, etc - e hanno un ruolo vitale nel ridurre il rischio di complicazioni nelle procedure cliniche come i trapianti di organi e la chirurgia cardiaca. Inoltre, sono spesso usati in medicina veterinaria e per scopi non terapeutici, come disinfettanti e/o conservanti.
La resistenza antimicrobica (antimicrobial resistance, AMR) si riferisce alla capacità di un microrganismo di opporsi al trattamento antimicrobico, al quale è stato precedentemente sensibile. L'AMR, spiega l'EUFIC (European Food Information Council), è una grave minaccia per la salute pubblica, con un costo annuo stimato di almeno 1,5 miliardi di euro e 25mila morti in Ue.
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Conferenza ministeriale sulla lotta all'AMR
Si è tenuta ieri ad Amsterdam una riunione dei ministri dell'Ue per parlare della lotta alla resistenza antimicrobica. La riunione è stata presieduta dai ministri della Salute e dell'Agricoltura olandesi Edith Schippers e Martijn van Dam e ha visto la partecipazione del commissario europeo alla Salute e alla Sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis.
Alcuni fattori, in particolare l'uso eccessivo e inappropriato di antibiotici e pratiche scorrette di controllo delle infezioni, hanno progressivamente trasformato la resistenza antimicrobica in una “grande minaccia per l'umanità”, ha detto ai ministri in apertura del suo discorso il commissario Andriukaitis. “Nonostante le molte proposte e iniziative intraprese nel corso degli ultimi due decenni – ha aggiunto - dobbiamo ammettere che il mondo non è riuscito a tenere il passo con l'aumento” del fenomeno. “Secondo le proiezioni attuali, a livello mondiale i decessi da infezioni resistenti ai farmaci possono aumentare da 700mila a un massimo di 10 milioni ogni anno entro il 2050”.
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L'attuale Piano d'azione Ue 2011-2016 sulla resistenza antimicrobica, ha continuato Andriukaitis, ha adottato un approccio unico alla malattia, che copre, attraverso una serie di azioni, tutti i settori e gli aspetti legati al fenomeno: sanità pubblica, salute degli animali, sicurezza alimentare, bio-sicurezza, produzione, trasporto, ricerca e innovazione, cooperazione internazionale.
In vista dell'imminente scadenza del piano, il commissario Ue si è detto intenzionato a “continuare queste azioni, rinnovare e aumentare l'attività dell'Ue sull'AMR portando un valore aggiunto dopo il 2016”. C'è bisogno di rafforzare l'attività di ricerca, ha proseguito Andriukaitis. Per questo Bruxelles ha “sviluppato nuovi strumenti, come il premio per un migliore uso degli antibiotici” che quest'anno mette a disposizione 1 milione di euro per lo sviluppo di un test rapido che consenta agli operatori sanitari di distinguere tra pazienti con infezioni del tratto respiratorio superiore che richiedono antibiotici e pazienti che possono essere trattati in modo sicuro senza antibiotici.
Il commissario ha poi esortato gli stati membri a “unire le forze” e allineare il proprio impegno nelle attività di ricerca utilizzando l'iniziativa di programmazione congiunta sulla AMR nell'ambito di Horizon 2020, oltre che ad “aumentare i propri investimenti” nel settore.