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Consiglio Ambiente: indicazioni su biodiversita' e taglio emissioni

16 Dicembre 2015

(Da www.euractiv.it)

Sul tavolo del Consiglio dei ministri Ue dell'Ambiente la

revisione intermedia della strategia sulla biodiversità e la direttiva NEC

 Guy Gorek / photo on flickr

Biodiversità

I ministri dell'Ambiente dei Ventotto adottano le conclusioni sulla revisione intermedia della strategia Ue sulla biodiversità. Le direttive Habitat e Uccelli, spina dorsale della strategia “funzionano se attuate completamente e finanziate negli stati membri”, dichiara lapresidente di turno del Consiglio Ue Ambiente Carole Dieschbourg.

Adottate, rispettivamente, nel 1979 e nel 1992, le direttive Uccelli e Habitat hanno l'obiettivo di proteggere gli uccelli selvatici e circa mille specie di piante e animali in tutta l’Unione e di preservare o ripristinare oltre 200 habitat. In base alle due normative, gli stati membri sono tenuti a istituire un regime di protezione rigoroso per le specie a rischio e ad individuare, su basi scientifiche, dei siti per la tutela della biodiversità. Il risultato di queste azioni è la rete europea Natura 2000, che comprende 27mila zone e copre circa il 18% del territorio dell’Unione e oltre il 4% dei suoi mari.

Nell'ambito del programma REFIT, lanciato dall'Esecutivo Ue per verificare l'adeguatezza e l'efficacia delle norme comunitarie e semplificare gli oneri burocratici a carico delle imprese, Bruxelles ha avviato maggio una consultazione pubblica sulle direttive Uccelli e Habitat, per raccogliere anche i pareri di singoli cittadini e stakeholder sulla legislazione Ue.

Consultazione che ha visto una partecipazione da record: mezzo milione di cittadini europei - britannici, tedeschi e italiani in testa - hanno chiesto a Bruxelles di non rivedere le direttive in questione, semmai di applicarle al meglio.

Alla preoccupazione mostrata dai cittadini si allineano le richieste di nove ministri Ue dell'Ambiente, che a ottobre hannoscritto al commissario all'Ambiente Karmenu Vella chiedendo di “non modificare né fondere” le due direttive. Indicazione raccolta dal commissario, e ribadita nel corso della riunione del Consiglio dei ministri di oggi.

“Vorrei che ci si concentrasse sui benefici economici potenziali che si potrebbero avere attraverso una vera valorizzazione dei valori legati alla biodiversità: in particolare attraverso una maggiore integrazione della biodiversità con il settore agricoltura e foreste”, nota Vella nel corso della riunione dei ministri dell'Ambiente. “L'intensificazione delle pratiche agricole e l'abbandono delle aree rurali sono elementi fondamentali della perdita di biodiversità. Ma agricoltura e foreste sono parte della soluzione. La riforma della Politica agricola comune può dare un contributo in tal senso”, conclude il commissario.

“La consapevolezza del valore della biodiversità richiede maggiore attenzione nell'ambito di tutte le politiche settoriali, che vanno quindi migliorate”, dichiara il sottosegretario all'Ambiente Silvia Velo.

Emissioni

Sul tavolo dei ministri anche la revisione della direttiva NEC per la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici.

Palazzo Berlaymont ha proposto di fissare nuovi impegni nazionali di riduzione delle emissioni, applicabili a partire dal 2020 e dal 2030, per i sei principali inquinanti atmosferici: anidride solforosa, ossidi di azoto, composti organici volatili, ammoniaca, particolato (polvere fine) e metano.

La presidenza lussemburghese si è seduta al tavolo decisa a strappare il compromesso per poter avviare i negoziati con Parlamento europeo e Commissione.

“Pensavamo di farcela, ma non abbiamo concluso le discussioni”, dichiara Dieschbourg, “Abbiamo adottato un orientamento generale su una fascicolo difficile, su cui siamo stati bloccati per due anni”. Un piccolo passo in avanti nel dibattito, dunque: “pensiamo di aver raggiunto un compromesso equilibrato, che ha avuto l'appoggio di 24 stati membri”, dichiara la rappresentante della presidenza lussemburghese. A non essere soddisfatti delle cifre proposte dalla Commissione, Danimarca, Germania, Austria e Polonia.

Cifre che illustra in soldoni Vella nel corso della conferenza stampa: “La Commissione vuole ridurre del 52% l'impatto del'inquinamento sulla salute. La proposta è stata accolta dal Parlamento europeo, e l'orientamento generale dei ministri va in tale direzione. Il processo è ancora in corso: c'è stata comprensione unanime sulla necessità di fare qualcosa sull'inquinamento atmosferico”.

Silvia Velo guarda con favore all'attuale formulazione della direttiva, che “non contiene particolari criticità”.

All'Italia sono chiesti “obiettivi che appaiono piuttosto ambiziosi e richiedono sforzi importanti, in particolare per i settori maggiormente inquinanti. Per raggiungere risultati concreti e tutelare ambiente e salute dei cittadini è necessario uno sforzo condiviso, che tramite un approccio graduale permetta il raggiungimento degli obiettivi della direttiva”

“E' doveroso mantenere l'atteggiamento costruttivo che abbiamo tenuto durante tutto il negoziato. Dopo quasi due anni e mezzo di negoziato crediamo che sia giunto il momento di progredire con i lavori”, ha concluso.

Photo credit: Guy Gorek via Foter.com / CC BY-NC-ND