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Consumatori: direttiva ADR, atteso venerdi' ok definitivo Cdm

27 Luglio 2015

(Da www.euractiv.it)

Palazzo Chigi - author Arepo

Attesa per il 31 luglio l'approvazione in Consiglio dei ministri del decreto attuativo per il recepimento della direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori. L'Italia avrebbe dovuto integrare la nuova normativa nella legislazione nazionale entro lo scorso 9 luglio.

Slitta ancora l'approvazione definitiva in Cdm del decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/11/UE, in materia di risoluzione alternativa delle controversie (Alternative Dispute Resolution, ADR) tra consumatori e professionisti.

Iter di recepimento in Italia

Per il recepimento delle nuove norme, in Italia la direttiva è stata inserita nella Legge di delegazione europea 2013 – secondo semestre, con cui il Parlamento italiano ha delegato al Governo il compito di adottare il provvedimento.

L'8 maggio 2015 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il decreto legislativo di attuazione della direttiva. Decreto che è poi passato in rassegna alla Camera, il 10 giugno, e in Senato, il 17 giugno, ricevendo, in entrambi i casi, il via libera dalle Commissioni Politiche Ue. 

A questo punto, perchè la nuova normativa sia definitivamente integrata nella legislazione italiana, il decreto legislativo deve ancora ricevere l'approvazione definitiva da parte del Governo. Approvazione che sarebbe dovuta arrivare nei termini stabiliti da Bruxelles, e cioè entro il 9 luglio 2015.

Il decreto di attuazione della direttiva 2013/11/UE era all'ordine del giorno del Cdm di venerdì 24 luglio, in ritardo già di due settimane rispetto alla scadenza. Tuttavia, come informa una nota del Governo, la questione non è stata poi affrontata ed è stata rimandata alla prossima riunione dei ministri, fissata per venerdì 31 luglio.

Direttiva 

La Direttiva 2013/11/UE, approvata a livello comunitario il 18 giugno 2013, prevede che i consumatori di tutti i paesi dell'Unione possano rivolgersi a organismi di risoluzione alternativa delle controversie per tutti i tipi di dispute riguardanti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti di vendita o di servizi, sorte tra consumatori e professionisti stabiliti in Ue, sia in ambito nazionale che transfrontaliero, sia offline che online.

In base alla direttiva tutti gli organismi ADR a livello nazionale devono soddisfare criteri di qualità tali da assicurare un operato efficace, equo, indipendente e trasparente, al fine di perseguire il miglioramento della fiducia dei consumatori, da un lato, e della reputazione delle imprese, dall'altro.

Come detto, gli Stati membri avevano a loro disposizione 24 mesi di tempo dall'entrata in vigore della direttiva, e cioè fino al 9 luglio 2015, per recepire il provvedimento nella legislazione nazionale.

Regolamento UE 524/2013

Stettamente legato alla direttiva sull'ADR, lo ricordiamo, è il Regolamento UE 524/2013 in materia di risoluzione delle controversie online (Online Dispute Resolution, ODR), che riguarda la soluzione extra-giudiziale delle dispute riguardanti la vendita di beni o di servizi avvenuta esclusivamente online

Il testo prevede in questi casi l'intervento di un organismo ADR inserito in un elenco di soggetti abilitati e, in particolare, la gestione dell'intera procedura attraverso un'apposita piattaforma elettronica europea interattiva, gratuita e disponibile in tutte le 24 lingue dell'Ue, che dovrà essere operativa entro 6 mesi dalla scadenza del periodo di recepimento della direttiva 2013/11/UE, e cioè a far data dal 9 gennaio 2016.

Allo scopo di definire più specificatamente l'operatività e il funzionamento della piattaforma ODR, la Commissione Ue ha recentemente pubblicato il Regolamento di esecuzione (UE) 2015/1051, che stabilisce:

  • le caratteristiche del modulo di reclamo elettronico,.
  • le modalità per l'esercizio delle funzioni della piattaforma ODR,.
  • le modalità della cooperazione tra i punti di contatto ODR.