Schede primarie

Rifugiati, Rossi: "Altri toscani si uniscano alle 20 famiglie già disponibili all'accoglienza diretta"

07 Settembre 2015

(Da www.toscana-notizie.it)

FIRENZE - "Abbiamo voluto offrire un servizio alle 20 famiglie che si sono già dichiarate disponibili ad ospitare un rifugiato e ci auguriamo che anche altri toscani seguano il loro esempio rispondendo positivamente all'obbligo morale di accogliere chi ne ha bisogno".

Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, ha spiegato con queste parole il nuovo servizio istituito dalla presidenza della Regione e destinato a raccogliere le disponibilità di chi ha un appartamento vuoto dove ospitare un piccolo gruppo di migranti o un posto all'interno del proprio domicilio, in linea con quel "modello Toscana" che prevede piccoli gruppi e che "si è rivelato più efficiente di quanto non si pensi".

"Chiamate il 331.6983061 – ha precisato il presidente – e vi garantiremo il massimo della riservatezza. Nei prossimi giorni faremo un accordo con le prefetture per definire le modalità con le quali i privati potranno offrire accoglienza, con quali procedure dovranno farlo, non escludendo la possibilità di ottenere in cambio un rimborso".

Rossi ha osservato come fino a questo momento siano ospitati in Toscana 5.700 migranti, "una misura tranquillamente assorbibile senza alcuna paura e nel rispetto delle regole" che a suo giudizio devono prevedere che "lavorino su base volontaria, contraccambiando così l'accoglienza che la Toscana offre loro". A questo proposito ha detto di aver preso contatto anche con i Consorzi di bonifica per un possibile impegno dei rifugiati nei lavori di ripulitura di fossi e canali.

Il presidente ha infine ribadito che chiederà presto un incontro al cardinale Betori per parlare dell'impulso che Papa Francesco ha dato alla questione dell'accoglienza, imprimendole una svolta positiva che parte dal principio che non è possibile derogare dai doveri di accoglienza e soccorso di chi fugge dalla guerra, dalla dittatura o dalle persecuzioni religiose.

"La foto di Aylan morto sulla spiaggia turca – ha concluso Enrico Rossi – ci ha messi tutti di fronte alla nostra coscienza".